Tremila persone in corteo sotto la pioggia: Vicenza conquista il parco pubblico e costruisce la Valutazione d'Impatto ambientale autogestita. Dalla manifestazione un messaggio chiaro: il prossimo obiettivo è bloccare i lavori.Tremila fiaccole sotto la pioggia: il commissario Costa è servito. Solo sabato scorso il portaborse dell'esercito statunitense aveva dichiarato che gli oppositori alla base sono “poche decine di facinorosi che non riusciremo mai a convincere”; oggi la città del Palladio gli ha risposto, come meglio sa fare: riempendo le strade della città e raggiungendo l'area del Dal Molin liberata sabato scorso.
E' stata una giornata importante per il movimento che difende il territorio vicentino dalla nuova base di guerra; dopo lunghe trattative, i due obiettivi dell'occupazione iniziata sabato scorso sono stati raggiunti.
Primo obiettivo, il parco della pace, situato nella zona civile del Dal Molin, sarà presto a disposizione dei cittadini vicentini. Dopo l'occupazione di sabato, quando centinaia di vicentini si sono introdotti nell'area, l'amministrazione comunale ha avviato un tavolo con Enac – l'ente che ha in gestione l'area – per abbattere le recinzioni tutt'ora esistenti e rendere disponibile alla città di Vicenza l'area verde dove, un anno e mezzo fa, i No Dal Molin piantarono 150 alberelli.
Secondo obiettivo, la Valutazione d'Impatto ambientale autogestita del progetto statunitense prenderà avvio nei prossimi giorni e la sede dell'ufficio tecnico sarà situata all'interno dell'aeroporto Dal Molin. La richiesta delle donne e degli uomini che sabato scorso hanno liberato parte del Dal Molin, infatti, è stata accettata. I vicentini, dunque, avranno un proprio spazio all'interno dell'aeroporto Dal Molin.
Due risultati politici importanti, che fanno fare una figuraccia a quanti, sabato mattina, avrebbero voluto risolvere la situazione con una prova di forza. Ma la battaglia dei No Dal Molin è appena inizio; perché, nonostante la vittoria politica odierna, anche quest'oggi i lavori all'interno sono proseguiti, nonostante la presenza dei cittadini a 200m di distanza. Segno dell'arroganza di chi vuol imporre la base nonostante la sacrosanta richiesta dei cittadini per una valutazione d'impatto ambientale.
Prossimo obiettivo, dunque, il blocco dei lavori. Domani, al Presidio, c'è assemblea. Questa sera abbiamo festeggiato, da domani parte una nuova campagna. Più convinti di prima che fermarli è possibile: loro sono l'arroganza, noi la speranza.
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